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Grosso centro ad economia pastorale ed estrattiva, resa possibile dalla presenza dell’unica montagna calcarea della zona, il Monte Arbo (m 697), che sovrasta l’abitato e che fu sfruttata fin dal Medioevo per produrre la calce. Nel centro storico del paese si conservano molti angoli interessanti, con case antiche e balconate lignee.
Edificio religioso molto importante è la romanica chiesa di San Lorenzo, del 1150, che sorge circondata da un piccolo cortile, alle falde del Monte Arbo.
I dintorni di Silanus presentano alcune mete molto interessanti.
Nel paese transita la vecchia ss 129, sostituita dalla ss 129 bis che si snoda più a valle; è meglio percorrere il vecchio e più solitario tracciato, per incontrare, su un colle che da nord sovrasta la strada, il bellissimo nuraghe Madrone (m 433, detto anche nuraghe Orolìo, da non confondersi con il nuraghe Oròlo di Bortigali, vedi).
Lungo la ss 129 bis, strada a scorrimento veloce Nuoro-Macomer, non lontano dall’abitato, è da non perdere una sosta presso il nuraghe Santa Sabina che sorge a pochi passi dalla romanica chiesa di Santa Sabina (m 382): uno dei siti monumentali più singolari e belli della Sardegna, sia per la posizione (in splendido isolamento nel vasto altopiano) sia per la testimonianza di millenario avvicendamento delle civiltà e delle religioni isolane. L’architettura della chiesa, risalente al secolo XI, è unica nel pur vasto panorama dello stile romanico sardo. La festa di Santa Sabina si svolge l’ultima domenica di settembre e i fedeli abitano le vicine cumbissias, restaurate recentemente con la chiesa (1999).
Sono diverse e tutte interessanti anche le altre celebrazioni religiose del paese, sempre rispettose della tradizione. Da segnalare inoltre le mostre di prodotti artigianali e, a febbraio, il Carnevale.  |
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