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Centro agro-pastorale, rinomato anche come stazione di villeggiatura e per la produzione artigianale degli oggetti in legno intagliato: posate, taglieri, mobili sardi e altre suppellettili in castagno, ginepro, ciliegio selvatico.
Originariamente la struttura urbana era caratterizzata dai quartieri del centro storico: Arasulè, Toneri, Teliseri e Ilalà (quest’ultimo poi abbandonato) dove ancora si ammirano tipici scorci e case di montagna, con i semplici e stupendi balconi lignei, protetti da tettoia; durante la visita è facile anche incontrare qualche bottega di torronai, occasione per assaggiare il famoso torrone tonarese, lo stesso che si vende in tutte le sagre dell’isola, ottimo, come del resto tutti i dolci locali offerti gratuitamente durante la sagra del Torrone, il lunedì di Pasquetta.
Lungo le strade del paese si osservano le pietre scolpite dallo scultore di San Sperate (Ca) P. Sciola e diverse, essenziali sculture di legno di A. Sini e T. Carta: un tentativo, riuscito, di non banalizzare tutti gli angoli del paese; da Da vedere la piazza Peppino Mereu, dedicata ad uno dei maggiori poeti in lingua sarda, nativo di Tonara.
Nei dintorni del paese è particolarmente affascinante la visuale delle immense foreste di lecci, castagni, noci e noccioli, soprattutto in direzione di Tiana (m 564 ab. 626) e di Belvì-Aritzo: si tratta di uno degli ambienti forestali più belli dell’isola e d’Italia, che avvolge il comodo e sinuoso percorso della ss 295, e della ss 128 verso Sorgono.  |
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