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Il paese sorge alla base del promontorio di Capo Figari, e si sviluppò nei primi decenni del secolo XX come scalo marittimo per le merci, dopo la costruzione della ferrovia che lo univa ad Olbia; ed in particolare dal 1961, anno in cui iniziò a funzionare il servizio dei traghetti delle ferrovie dello Stato, con trasporto di auto e passeggeri, fino a quel tempo possibile solo ad Olbia. Pur essendo dunque il paese di origine recente, la zona fu popolata fin dalla preistoria, come conferma la presenza del pozzo sacro nuragico Milis, ben conservato, con notevole scalinata d’accesso; si trova accanto alla ferrovia, poche decine di metri oltre gli edifici della Colonia Marina (accesso consentito). Il nome Golfo Aranci deriva dalla presenza della spiaggia Sos Aranzos, una delle più belle della vasta Cala Sassari.
Secondo uno studioso locale va abbandonata la leggenda dell’errata interpretazione da parte dei cartografi militari piemontesi che, verso la metà del secolo, stesero le prime carte geografiche dell’isola: si diceva infatti che Gulfu di li Ranci (Golfo dei Granchi) fosse diventato in quell’occasione Golfo degli Aranci, in realtà qui mai coltivati, compresa la zona della citata spiaggia. Invece il nome “Sos Aranzos” esisteva ed esiste realmente, e dipese dalla presenza su quella spiaggia delle caratteristiche “palle” formate dal mare, che intreccia le radici della posidonia. La denominazione fu preferita a quella antica, cioè Figàri, dovuta all’abbondanza degli alberi di fico.
Nei dintorni sorgono ormai numerosi e famosi centri turistici; grossi insediamenti sono Baia Caddinas, Marinella e Punta Marana. Il magnifico litorale di Cala Sassari
è ricco di spiagge grandi e piccole, quasi tutte collegate con brevi percorsi sterrati o asfaltati alla strada Golfo Aranci-Olbia; anche il Golfo di Marinella e la costa di Punta Marana, chiusi a nord dal promontorio di Monte Ladu, cioè di Porto Rotondo, presentano incantevoli vedute. In particolare, il litorale di Punta Marana è località famosa per le rocce e la trasparenza delle acque marine dai meravigliosi colori.
Si tratta purtroppo di un paesaggio che rischia indubbiamente di scomparire, se non si porrà un freno all’irrazionale dilagare delle costruzioni turistiche. Ambienti pregevoli del territorio golfoarancino si incontrano spostandosi anche verso est, fino all’area a nord-est del paese. Sulla base settentrionale del promontorio di Capo Figari, Cala Sabina è un grande e solitario arenile, accessibile a piedi attraveso una mulattiera dal Villaggio Calablu, oppure in barca. Questa zona si trova dunque subito ad est di Punta Marana.
Il promontorio di Capo Figari è caratterizzato da falesie, da boschi di lecci sulle ripide scarpate costiere, e da un ginepreto sulla sommità della montagna. Con una comoda mulattiera si sale al faro di Capo Figari (m 342); si ammirano magnifici panorami, sia lungo il percorso che dalla cima.
La graziosa Cala Moresca si trova proprio all’inizio della citata mulattiera. Il piccolo arenile si apre verso l’isola Figarolo, scoscesa, alta 139 m e ricoperta di folta macchia mediterranea, dove si evidenziano numerosi olivastri annosi e contorti; qui, come nel vicino Capo Figari, vivono i mufloni, reintrodotti da tempo e ben adattatisi al difficile ambiente; con un po’ di pazienza sono facilmente osservabili.  |
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