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:: GUIDA VIRTUALE Alghero
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ALGHERO - Porto Conte e Capo Caccia

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MOTIVI DI VISITA

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  Porto Conte
  Capo Caccia
  Grotte di Nettuno
  Porto Ferro
  Lago di Baratz
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La zona di Porto Conte – Superato il nuraghe Palmavera (vedi link DINTORNI) la strada (verso nord) perviene alla splendida insenatura di Porto Conte, l’antico Portus Ninpharum dei romani (porto delle ninfe), cosiddetto per la sua grande bellezza; si tratta di uno dei pochi porti naturali della Sardegna; la suggestione del luogo è accresciuta dall’incontaminato paesaggio circostante. Prima di proseguire verso nord, con una deviazione a sinistra (ovest) si può raggiungere (oltre il borgo di Maristella) la costa sud-ovest di Porto Conte, con vista su Capo Caccia e possibilità di visitare, con una strada sterrata, la citata Punta Giglio; presso il villaggio di Porto Conte, di ville ed alberghi, si vede la massiccia torre Nuova. Lasciando invece questa deviazione, e prendendo ancora verso nord, si costeggia per un buon tratto la vasta pineta Mugoni, che orla la spiaggia Mugoni, la più bella di Porto Conte. Lungo il tragitto si individuano a sinistra il nuraghe Sant’Imbenia e un grosso complesso alberghiero, a destra (nord) la Riserva Naturale di Capo Caccia - Monte Timidone, detta Arca di Noè; l’ingresso può avvenire attraverso la caserma forestale, con permesso da richiedere presso l’Azienda Foreste Demaniali della Regione Sarda a Sassari, in via Roma 62, tel. 079/234941. La visita è di grande interesse per la notevole fauna che la popola: pernici, lepri, mufloni, daini, avvoltoi, asinelli bianchi e cavallini della Giara. Proprio di fronte alla caserma, una strada sterrata conduce ai ruderi della villa romana di Sant’Imbenia, a pochi metri dalla riva del mare, di cui rimangono le fondamenta di alcuni ambienti, ed i resti di due edifici absidati (probabilmente le terme della villa). Più avanti, sempre sulla strada asfaltata, si giunge invece al Porto di Tramariglio, zona residenziale dominata dalla torre omonima; poco oltre, attraverso una breve deviazione sulla destra (ovest), dall’impressionante orlo dell’alta falesia calcarea è possibile ammirare la splendida isola Foradada, cioè “forata”, perché attraversata a livello del mare da una lunga grotta. La strada panoramica termina quindi in un vasto piazzale alla base del promontorio di Capo Caccia, che precipita a perpendicolo sul mare con le sue selvagge, spettacolari pareti. La zona di Capo Caccia - Il Capo Caccia è così detto perché fino al 1960 vi si praticava un’intensa caccia, soprattutto alle colonie di piccioni selvatici, presenti in gran numero nella zona. È uno sperone roccioso alto 168 metri che chiude, volgendo verso sud, la profonda insenatura di Porto Conte. Splendidi panorami d’insieme si possono godere ovviamente dal mare e dai luoghi sopraelevati, quali la citata Punta Giglio, posta a sud-est. Altri incantevoli scorci si offrono su entrambi i versanti del promontorio e sulla costa, e soprattutto dal Monte Timidone (m 361) nella Riserva Naturale omonima; a nord della citata isola Foradada appare l’inaccessibile Cala d’Inferno nella scoscesa falesia, con le sue pareti di calcare giallognolo incredibilmente modellate dall’erosione; poi l’isola Piana, dal caratteristico profilo tabulare. Ancora più a nord, infine, si ammira Punta Cristallo, che precipita in mare a perpendicolo per ben 326 metri. Le grotte di Nettuno - Tappa d’obbligo di un viaggio ad Alghero è naturalmente la visita alle famose grotte di Nettuno, meta ogni anno di migliaia di turisti. Le grotte sono raggiungibili anche con una splendida escursione in barca da Alghero; si possono visitare da terra grazie alla suggestiva Escala del Cabirol che, collegandole al piazzale del promontorio di Capo Caccia, si snoda sulle sporgenze dell’impervia falesia con i suoi 656 gradini. Nella grotta, scavata in milioni di anni dall’acqua dolce, si ammirano alcuni ambienti suggestivi quali il laghetto La Marmora (lungo 120 metri), a lato del quale inizialmente si snoda il sentiero. Nel primo tratto di visita si accede alla sala delle Rovine, da cui si ridiscende verso la riva del lago, presso il quale, nell’ampia sala centrale detta La Reggia, alcune imponenti colonne di stalattiti-stalagmiti paiono sostenere la volta, raggiungendo quasi venti metri di altezza. Su un lato delle rive del lago, si nota una spiaggetta, un tempo utilizzata dalle foche monache per riposarsi e partorire. Proseguendo nella visita si raggiungono la sala dell’Organo, con un’enorme stalattite al centro, la sala della Cupola ed infine la tribuna della Musica dove, un tempo, venivano organizzati concerti musicali; essendo il punto più elevato, consente di dominare dall’alto le altre parti della grotta.


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